13 dicembre 2024

Anomalie 2023: l'informativa sbagliata nella forma e nella sostanza

L’ultima comunicazione informativa con la quale l’Agenzia delle entrate, giustificata da presunte anomalie del reddito 2023 derivante da attività di lavoro autonomo, ha invitato i contribuenti ad aderire al Concordato preventivo biennale, non trova riscontro né nelle procedure di adempimento spontaneo né in quelle proprie di accertamento. Si tratta, piuttosto, di un’azione di libero arbitrio, non convenzionale, che non avrà conseguenze ai fini delle attività di controllo, sia per motivi di forma che di sostanza.

Il sistema finalizzato alla promozione dell’adempimento spontaneo, introdotto dall’articolo 1, commi da 634 a 636, della Legge 23 dicembre 2014, n. 190, si caratterizza per la messa a disposizione a favore del contribuente degli elementi e delle informazioni in possesso dell’Amministrazione finanziaria, in particolare disponibili nell’Anagrafe tributaria, acquisiti direttamente o pervenuti da terzi, relativi anche ai ricavi o compensi, ai redditi, al volume d'affari e al valore della produzione, imputabili al contribuente, alle agevolazioni, deduzioni o detrazioni, nonché ai crediti d'imposta, anche qualora gli stessi non risultino spettanti. Tale modello prevede l’esposizione circostanziata delle anomalie a carico del destinatario e consente al contribuente di segnalare, alla luce dei dati evidenziati nella comunicazione, fatti e circostanze non conosciuti dall’Agenzia delle entrate. Una sorta di scambio, oggettivo nei termini, che per tale motivo favorisce davvero l’adempimento spontaneo.

Tutti elementi mancanti nell’informativa notificata, più o meno massicciamente, ai contribuenti ISA che non hanno aderito al Concordato preventivo biennale nei termini ordinari del 31 ottobre 2024. Tale comunicazione, infatti, non espone, se non sommariamente, gli elementi potenzialmente rilevanti ai fini di una eventuale rettifica tributaria, né segnala i canali di comunicazione mediante i quali far pervenire le osservazioni del contribuente. Anche nei rimedi elencati, procedere alla trasmissione di una dichiarazione integrativa del modello Redditi 2024 ovvero aderire al CPB e al Ravvedimento speciale, istituti che non producono effetti per il periodo d’imposta 2023, si rileva lacunosa e forviante. Per questo motivo, salvo che vengano effettivamente rilevati degli errori nella compilazione della dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta 2023, il contribuente destinatario dell’informativa non deve preoccuparsi di contattare l’Amministrazione finanziaria, né attivare gli ordinari canali di comunicazione utilizzati per fornire i propri chiarimenti.

Anche nei principi quanto affermato dall’Amministrazione finanziari non è sostenibile. Aver dichiarato un reddito inferiore a quello rilevato per i dipendenti che lavorano nello stesso settore non costituisce una presunzione grave precisa e concordante, né rappresenta, di per sé, un comportamento antieconomico. A differenza di quanto accade, per esempio, quando i redditi dichiarati sono inferiori a quelli previsti dalle soglie di povertà assoluta periodicamente calcolate dall’Istat sulla base dell’età e del numero dei componenti del nucleo familiare, della regione e della tipologia del comune di residenza, che già in passato hanno trovato spazio nelle procedure di accertamento analitico-induttivo (Cass. n. 24313 del 2014), e che oggi sono ufficialmente entrate, in maniera del tutto condivisibile, fra i criteri di determinazione sintetica del reddito complessivo delle persone fisiche (Decreto del Ministero dell’Economia e finanze del 7 maggio 2024), la condizione di aver dichiarato meno del valore medio delle retribuzioni del settore, in assenza di altri fattori presuntivi concorrenti, è un elemento assolutamente irrilevante ai fini dell’accertamento.

Se non fosse bastata la forma, pertanto anche la sostanza induce nel ritenere tale comunicazione un tentativo, poco fortunato, teso a spingere, con il trucco, le adesioni al Concordato preventivo biennale. Un capitolo da archiviare velocemente, nulla di più.

Paolo Iaccarino  -  Fiscal Focus