10 luglio 2026

Cartelle e pignoramenti: l'agenzia nega l'ondata e annuncia lo stop di Agosto

Dopo le notizie su un aumento delle notifiche in arrivo in queste settimane, Ader parla di attività ordinaria e annuncia lo stop di agosto. Una precisazione utile, ma ai professionisti resta il compito di spiegare ai clienti cosa sta davvero accadendo.

L'Agenzia delle entrate-Riscossione interviene per smentire l’allarme su una presunta crescita delle notifiche di cartelle di pagamento e atti di pignoramento. Il riferimento è ad alcuni articoli di stampa che, nei giorni scorsi, hanno segnalato un incremento degli atti notificati ai contribuenti. Secondo l’ente, però, non ci sarebbe nessuna “ondata”. Le notifiche di cartelle e pignoramenti sarebbero in linea con quelle dell’anno precedente e quindi rientrerebbero nella normale attività di riscossione.

Pioggia di cartelle e pignoramenti sì o no?

Niente emergenza, niente accelerazione straordinaria, niente picco, dunque. L’Agenzia rassicura, tuttavia non accompagna la rassicurazione con numeri assoluti, percentuali, serie storiche o ripartizioni territoriali. Per i contribuenti può bastare una smentita istituzionale, ma per i commercialisti le cose si complicano.

Al di là di sapere se gli atti siano “ordinari” rispetto al 2025 o meno, bisogna capire bene quanti sono davvero, dove si concentrano, quali tipologie di debito riguardano, se derivano da ruoli recenti o da carichi più datati e quale impatto operativo possono avere. Dire che i numeri sono “in linea” è un’affermazione senz'altro rassicurante, ma scarna.

La cartella di pagamento, atto con cui l’agente della riscossione richiede il pagamento delle somme iscritte a ruolo, contiene l’ordine di pagare entro 60 giorni e, in caso di mancato pagamento, può aprire la strada all’esecuzione forzata sui beni del debitore. Per questo, anche quando l’attività è “ordinaria”, sappiamo bene che l’effetto per il contribuente non lo è quasi mai. Una cartella o un pignoramento non sono una normale comunicazione amministrativa, perché comunque impongono sempre verifiche rapide, controllo degli atti presupposti, valutazione di rateazioni, sospensioni, sgravi o eventuali impugnazioni.

Agosto si ferma, ma il problema resta la trasparenza

Nel comunicato l’Agenzia aggiunge che ad agosto è prevista una sospensione della notifica delle cartelle di pagamento, con l’obiettivo dichiarato di evitare disagi ai contribuenti durante le ferie estive.

La misura, in sé, è positiva. Evitare che atti delicati arrivino nel pieno della pausa estiva è una scelta di buon senso, soprattutto considerando termini di pagamento, richieste di rateazione e necessità di assistenza professionale.

Anche qui, però, il linguaggio istituzionale merita qualche osservazione. Lo "stop” di agosto viene presentato come attenzione verso i contribuenti, ma non cancella il carico accumulato prima e dopo la sospensione. Per gli studi professionali, spesso, la pausa delle notifiche significa semplicemente una concentrazione maggiore degli atti nei periodi immediatamente precedenti o successivi. Il rischio è che il sollievo estivo si trasformi in un rientro di settembre più pesante.

La comunicazione, inoltre, non chiarisce se la sospensione riguardi solo le cartelle o anche altri atti della riscossione. Il titolo menziona cartelle e pignoramenti, ma il passaggio sullo stop parla espressamente di “notifica delle cartelle di pagamento”. La distinzione non è secondaria perché un conto è la sospensione delle cartelle, altro è il trattamento di intimazioni, fermi, ipoteche, pignoramenti presso terzi o comunicazioni collegate.

In sostanza non ci sarebbe secondo l’Agenzia una campagna straordinaria di riscossione, ma a nostro avviso resta necessario monitorare con attenzione le notifiche ricevute dai clienti, verificare tempestivamente i termini e non abbassare mai la guardia. La normalità della riscossione, per imprese e contribuenti, continua infatti a richiedere presidio, documenti e risposte rapide.

Eutekne - Miriam Carraretto