30 gennaio 2026

Casa: il fisco rilancia sui controlli catastali. Attese 200mila lettere.

Lente accesa su tutti i bonus edilizi incassati negli ultimi anni. Non soltanto il superbonus, quindi, ma anche altri sconti, come il bonus facciate, l’ecobonus o il bonus ristrutturazioni ordinario: si andrà a caccia dei disallineamenti tra quanto realizzato e quanto dichiarato. E ci sarà anche una nuova ondata di controlli sulle difformità degli immobili, con possibili novità normative in arrivo.

Sul fronte casa, il Piano degli indicatori e dei risultati attesi di bilancio dell’agenzia delle Entrate delinea chiaramente i contorni di una vera e propria ondata di verifiche in preparazione nei prossimi anni. Dopo la fase uno, dedicata soprattutto a chi ha effettuato lavori con l’ex 110%, si salirà di livello, mettendo nel mirino anche altre situazioni controverse. In totale, l’amministrazione finanziaria tra il 2026 e il 2028 conta di inviare 200mila lettere di compliance ad altrettanti contribuenti, con un incremento del 200% degli invii nel corso del triennio. Non si tratta - va ricordato - di atti di contestazione ma di inviti a fornire spiegazioni sulla correttezza del proprio operato e sanare eventuali omissioni attraverso la possibilità del ravvedimento operoso.

Andando più in profondità nei numeri, è possibile distinguere le missive legate ai bonus edilizi: saranno 20mila nel 2026 e 50mila equamente distribuite tra il 2027 e il 2028. Complessivamente, quindi, saranno 70mila lettere dedicate a chi ha effettuato interventi rilevanti agevolati con i bonus edilizi, cedendo i crediti, su immobili la cui rendita catastale non è stata aggiornata. In particolare, sarà considerato il rapporto tra il valore catastale dell’immobile e l’importo del credito incassato. Se all’inizio della prima campagna sugli aggiornamenti catastali si guardava solo a disallineamenti macroscopici tra valore e importo dei lavori (si parlava informalmente di un rapporto almeno pari al 300%), nei prossimi mesi le Entrate si concentreranno anche su situazioni sospette nelle quali questo disallineamento sia più contenuto (si potrebbe scendere anche al 100%). Quindi, non casi di evasione macroscopica, ma situazioni di mancato aggiornamento più difficili da individuare. E, come detto, le lettere non si concentreranno più solo sul superbonus ma anche su gli altre detrazioni per la casa.

L’altro fronte degli alert sulla compliance riguarda le possibili difformità catastali rilevate a seguito di confronti tra i dati georeferenziati e le informazioni presenti in catasto. In questo caso, si tratta di un pacchetto di segnalazioni i cui numeri erano già stati inseriti nel Piao (Piano integrato di attività e organizzazione) dell’anno scorso, ma che ora i nuovi obiettivi di budget ridefiniscono con numeri più consistenti lungo il triennio 2026-2028, prevedendo una progressiva crescita. Ci saranno, allora, 20mila lettere quest’anno, 40mila lettere il prossimo e 60mila lettere nel 2028. In pratica, in quest’arco temporale gli invii saranno triplicati. In totale, questo capitolo conterà alla fine 120mila lettere. Sommandole a quelle dedicate ai bonus edilizi, si arriva complessivamente a poco meno di 200mila missive. Evidente, insomma, l’obiettivo di far emergere nuova base imponibile con questa operazione di recupero dell’evasione.

Concretamente, si tratterà di smascherare difformità come la presenza di piani non dichiarati, la realizzazione di pertinenze sconosciute al fisco (come depositi o box auto), la costruzione di ampliamenti non catalogati negli archivi catastali. E qui potrebbe aiutare un intervento normativo, temporaneamente messo da parte con la legge di Bilancio 2026. Con quella norma, che potrebbe finire in un nuovo veicolo, il Governo incaricava le Entrate di avviare una nuova fase di monitoraggio del territorio, attraverso «moderne tecnologie digitali di fotointerpretazione», da affiancare ai metodi più tradizionali. Un’azione di controllo resa possibile anche grazie alle 2.950 nuove assunzioni avvenute a fine anno in tutta Italia e assecondata dalla possibilità di prevedere un superpremio aggiuntivo per le attività di contrasto all’evasione, come previsto dall’ultima manovra.

L’idea della norma della manovra era proprio di procedere attraverso lettere di compliance. In mancanza di spiegazioni, l’Agenzia potrebbe procedere attribuendo alle unità una rendita presunta ed effettuando una rappresentazione cartografica schematica con oneri, tributi e sanzioni a carico dei soggetti inadempienti. Proprio questa nuova campagna potrebbe far schizzare in alto il numero delle lettere inviate nei prossimi anni.

Il Sole 24 Ore - Giuseppe Latour e Giovanni Parente