05 giugno 2026

Concordato preventivo, nuovo biennio con dati 2025

La nota metodologica individua il percorso per arrivare alla proposta. Si parte dal voto Isa per arrivare a un risultato tendenzialmente pari a 10

Via libera al decreto sul concordato preventivo biennale 2026-2027, nuovi ingressi e conferme guardano ai dati 2025.

Il documento in attesa di pubblicazione in Gazzetta ufficiale (dovrebbe essere riportato sul supplemento ordinario della Gazzetta Ufficiale del 20 maggio 2026) ricalca sostanzialmente la struttura e i contenuti del percorso previsto per gli scorsi anni, riferito rispettivamente al biennio 2024/2025 e al 2025/26.

Da quanto si apprende dalla nota metodologica allegata al decreto nessun trattamento particolareggiato viene previsto per chi esce dal primo biennio concordatario 2024-25 e vorrà aderire al 26/27. Anche per costoro il percorso pare proprio sarà identico rispetto a chi aderirà per la prima volta, a nulla rilevando esito e valori del primo concordato.

L’obiettivo anche per questa tornata rimane quello di garantire che, al termine del biennio oggetto di concordato, i contribuenti che hanno aderito a tale istituto raggiungano, in modo graduale, un livello corrispondente a quello di piena affidabilità rispetto all’applicazione degli Isa. E l’Isa preso a base per il percorso sarà sempre quello dell’ultimo anno (p.i. 2025).

La procedura è stata predisposta guardando alle specifiche attività economiche e professionali tenendo conto degli andamenti economici e dei mercati, delle redditività individuali e settoriali desumibili dagli Isa e delle risultanze della loro applicazione.

Nella nota metodologica sono descritti i passaggi in esito ai quali viene formulata la proposta di concordato 2026/2027 sia con riferimento alla base imponibile ai fini delle imposte dirette che quella ai fini dell’Irap, per i contribuenti che, nel periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2025, hanno applicato gli Isa (no cause di esclusione).

Tale elemento rimane presupposto essenziale per poter accedere al Cpb.

Partendo dal reddito dichiarato dal contribuente nell’annualità oggetto di dichiarazione (periodo d’imposta 2025), per la formulazione della proposta vengono previsti i seguenti passaggi:

-          misurazione dei singoli indicatori elementari di affidabilità e anomalia;

-          valutazione dei risultati economici nella gestione operativa negli ultimi tre periodi di imposta, compresa quella oggetto di dichiarazione;

-          confronto con valori di riferimento settoriali;

-          criterio formulazione base Irap;

-          rivalutazione con proiezioni macroeconomiche per i periodi d’imposta 2025 e 2026.

Il primo step, è sicuramente quello più importante in termini quantitativi, poiché in esso si gioca buona parte della partita che porta all’esito finale (reddito imponibile) concordabile per il biennio 26/27.

Si parte così dall’analisi del posizionamento Isa (p.i 2025) del singolo contribuente. In altre parole, il sistema impone che i singoli indicatori elementari (ricavi, valore aggiunto e reddito per addetto) vengano massimizzati in funzione di un risultato tendenzialmente pari a 10. Stessa procedura è prevista per gli indicatori di anomalia qualora sussistenti per la singola posizione. Per gli indicatori di affidabilità privi di valorizzazione a sistema viene costruito un algoritmo che elabora una valutazione indiretta in termini di ulteriori componenti positivi.

Il secondo passaggio previsto si estrinseca nella costruzione di un ulteriore coefficiente che ha il compito di valorizzare il reddito operativo specifico del singolo contribuente nell’ultimo triennio traducendosi in una ulteriore variazione (a seconda dei casi positiva o negativa) del reddito sopra determinato.

Il terzo passaggio prevede un ulteriore aggiustamento qualora il reddito definito dai precedenti due passaggi metodologici si presenti inferiore rispetto a quello medio dei lavoratori dipendenti dello stesso settore.

Il quarto passaggio prevede la quantificazione della base imponibile ai fini Irap (per le sole società) con un percorso analogo a quello per le imposte dirette.

Infine il quinto ed ultimo passaggio prevede l’ulteriore rivalutazione del risultato ancorato alla crescita nominale del Pil del 2,7% nel 2026 e del 2,5% nel 2027.

L’articolo 7 del decreto prevede come gli scorsi anni, che il trascinamento al voto 10 Isa nel biennio, avverrà gradualmente per chi accetterà la proposta concordataria: metà nel 2026 per poi arrivare all’intero nel 2027.

Mario Cerofolini e Lorenzo Pegorin - Il Sole 24Ore