L’evoluzione in atto evidenzia una accelerazione procedurale che incide in modo diretto e immediato sulla liquidità di imprese e professionisti. Il risultato è un sistema di riscossione sempre meno dilazionabile e sempre più automatizzato, con effetti rilevanti sulla continuità operativa dei soggetti economici, anche in assenza di una situazione di insolvenza strutturale.
Il pignoramento “senza preavviso” dei conti correnti
Tra gli strumenti più incisivi si colloca il pignoramento presso terzi del conto corrente, disciplinato dagli articoli 72-bis e 48-bis del DPR 602/1973, come progressivamente interpretati nella prassi applicativa.
La procedura consente all’Agente della riscossione di:
agire direttamente nei confronti dell’istituto bancario;
senza preventiva intimazione di pagamento ex art. 50 DPR 602/1973;
con blocco immediato delle somme disponibili.
L’aspetto di maggiore criticità riguarda tuttavia il congelamento dinamico delle disponibilità: qualora il saldo sia insufficiente, l’istituto di credito è tenuto a vincolare anche le somme che affluiscono successivamente, fino a concorrenza del debito iscritto a ruolo, per un periodo che può arrivare fino a 60 giorni.
Sempre più frequentemente si riscontra come tale meccanismo intercetti incassi futuri, compromettendo la gestione ordinaria dell’attività e la capacità di far fronte agli impegni correnti.
Divieto di compensazione: la nuova soglia dei 50.000 euro
Un’ulteriore restrizione è stata introdotta dalla Legge di Bilancio 2026, che ha ridotto da 100.000 a 50.000 euro la soglia dei debiti iscritti a ruolo oltre la quale scatta il divieto assoluto di compensazione orizzontale ai sensi dell’art. 31 del DL 78/2010.
La riduzione della soglia amplia sensibilmente la platea dei contribuenti interessati, con effetti immediati:
impossibilità di utilizzare crediti IVA e imposte dirette;
incremento del fabbisogno finanziario;
maggiore esposizione alle azioni esecutive.
La compensazione, tradizionalmente strumento di equilibrio finanziario, assume così una funzione selettiva, accessibile solo a contribuenti privi di carichi rilevanti, con un impatto diretto sulla liquidità.
Professionisti e Pubblica Amministrazione: il pignoramento indiretto dei compensi
Particolarmente delicata è la posizione dei professionisti titolari di incarichi con la Pubblica Amministrazione.
In applicazione dell’art. 48-bis del DPR 602/1973, la PA:
verifica non solo la regolarità contributiva (DURC);
ma anche la posizione debitoria nei confronti dell’Agente della riscossione;
in presenza di carichi pendenti superiori alla soglia, sospende il pagamento dei compensi;
riversando le somme direttamente all’Agente stesso.
Il meccanismo produce un effetto di pignoramento indiretto del reddito professionale, che incide sulla sostenibilità economica dell’attività e sulla capacità di rispettare gli obblighi correnti.
Rateizzazioni: dal 2024 un istituto non più reiterabile
Ulteriore elemento di rigidità riguarda le rateizzazioni richieste a partire dal 2024, in applicazione delle modifiche introdotte dal DLgs n. 110/2024.
In caso di decadenza dal piano:
La rateizzazione perde così la funzione di strumento strutturale di rientro dal debito e assume un carattere eccezionale e non reiterabile, aumentando il rischio di crisi finanziarie difficilmente reversibili.
Cosa cambia e a cosa fare attenzione
Il quadro normativo e operativo restituisce l’immagine di una riscossione:
Il punto critico non risiede nei singoli strumenti, ma nel loro effetto combinato, che può trasformare la riscossione in un fattore autonomo di crisi finanziaria.
La riscossione, infatti, non interviene più soltanto a valle dell’inadempimento, ma incide a monte sulla programmazione finanziaria dell’impresa.
In tale contesto, quando la pressione della riscossione incide in modo strutturale sulla liquidità e sulla capacità di far fronte agli impegni correnti, al contribuente rimangono margini di manovra sempre più ridotti.
In alcuni casi, diventa inevitabile valutare tempestivamente il ricorso a strumenti di regolazione della crisi, quali la composizione negoziata della crisi o, nei casi più complessi, le procedure previste dal Codice della crisi d'impresa e dell'insolvenza, non tanto come esito patologico, quanto come strumenti di tutela della continuità aziendale.
Anche sotto questo profilo, la tempestività dell’intervento professionale diventa decisiva: intercettare per tempo gli effetti finanziari della riscossione può fare la differenza tra una gestione controllata della tensione di liquidità e l’accesso forzato a soluzioni più invasive.
Fiscalfocus - Salvatore Stefano Valente