30 gennaio 2026

Contributi INPS artigiani e commercianti 2025: riduzione del 50% ancora non applicata, cosa sta succedendo.

Domande presentate, contributi a importo pieno e silenzi dall’INPS: il punto sull’agevolazione della Legge di Bilancio 2025

La gestione dei contributi INPS per artigiani e commercianti iscritti per la prima volta nel 2025 continua a generare incertezze operative e numerosi dubbi tra professionisti e contribuenti. Nonostante la presentazione della domanda telematica per accedere alla riduzione contributiva del 50%, prevista dalla Legge di Bilancio 2025, i contributi risultano ancora calcolati in misura piena.

In molti casi, l’istanza è stata inoltrata già nel mese di ottobre 2025 tramite il portale INPS, utilizzando le procedure indicate dall’Istituto. Tuttavia, a distanza di mesi, le posizioni previdenziali non risultano aggiornate e gli importi dovuti continuano a essere quelli ordinari. Anche dopo l’apertura di comunicazioni bidirezionali tramite il Cassetto previdenziale artigiani e commercianti, non sono arrivate risposte.

Si tratta di un problema diffuso, come testimoniano numerosi professionisti segnalano di aver sollecitato più volte l’INPS senza ottenere chiarimenti né tempistiche certe sull’attivazione delle cosiddette “codline” aggiornate, necessarie per applicare correttamente la riduzione contributiva. In assenza di riscontri ufficiali, il consiglio più prudente resta quello di contattare direttamente la sede INPS territorialmente competente, sebbene anche questo canale non sempre garantisca risposte immediate.

La riduzione contributiva del 50% prevista dalla Legge di Bilancio 2025

Si ricorda che l’articolo 1 comma 186 della Legge di Bilancio 2025 n. 207/2024, ha introdotto una misura di particolare rilievo per chi avvia un’attività autonoma. La norma consente ai soggetti che si iscrivono per la prima volta nel 2025 alla gestione INPS degli artigiani o dei commercianti di richiedere una riduzione transitoria del 50% dei contributi previdenziali per una durata complessiva di 36 mesi (3 anni).

L’agevolazione riguarda sia i contribuenti in regime ordinario sia coloro che producono redditi d’impresa in regime forfettario. La decorrenza della riduzione è legata alla data di avvio dell’attività o al primo ingresso in una società, purché tale data rientri nel periodo compreso tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2025.

Contributi pieni nonostante la domanda: comportamenti difformi tra i contribuenti

Di fronte al mancato adeguamento degli importi contributivi, i contribuenti stanno adottando strategie differenti. Alcuni preferiscono attendere un riscontro ufficiale da parte dell’INPS, confidando in una rettifica degli importi nelle prossime emissioni contributive. Altri, invece, hanno scelto un approccio più pragmatico: utilizzare le codline già disponibili e procedere comunque al versamento dei contributi ridotti del 50%.

Questa scelta, adottata da numerosi colleghi fin dall’inizio, nasce dall’assenza di istruzioni operative chiare e dal timore di anticipare somme non dovute.

Attesa di chiarimenti INPS e possibili sviluppi

La mancanza di risposte tramite il Cassetto previdenziale e l’assenza di istruzioni operative dettagliate stanno alimentando un clima di incertezza tra artigiani e commercianti neo-iscritti. In molti attendono la prossima emissione contributiva per verificare se l’INPS procederà finalmente all’aggiornamento automatico degli importi.

Nel frattempo, la situazione resta sospesa tra un diritto riconosciuto dalla legge e una prassi amministrativa che fatica a recepirlo nei tempi attesi. Un intervento chiarificatore da parte dell’INPS, anche sotto forma di circolare o messaggio operativo, appare ormai indispensabile per evitare comportamenti difformi, errori nei versamenti e potenziali contenziosi futuri.

Fiscalfocus - Serena Pastore