02 luglio 2026

Dichiarazione dei redditi 2026, ecco tutte le agevolazioni: on line la guida dell'agenzia delle entrate

Disponibile sul sito dell’Agenzia la nuova edizione della raccolta “Tutte le agevolazioni della dichiarazione 2026”, il vademecum che accompagna nella gestione degli oneri detraibili, deducibili e dei crediti d’imposta da indicare nel modello 730/2026 e nel modello Redditi Persone fisiche 2026

È stata resa disponibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate la nuova edizione della raccolta “Tutte le agevolazioni della dichiarazione 2026”, il vademecum che accompagna professionisti e contribuenti nella gestione degli oneri detraibili, deducibili e dei crediti d’imposta da indicare nel modello 730/2026 e nel modello Redditi Persone fisiche 202.

La guida, pubblicata nella sezione “L’Agenzia informa”, è strutturata in una parte generale e in 12 fascicoli tematici. L’impostazione è pratica: per ogni agevolazione vengono indicati i soggetti beneficiari, la misura del beneficio, i limiti di spesa, la documentazione da controllare e conservare, nonché i principali riferimenti normativi e di prassi. Non una semplice elencazione di bonus, ma una raccolta ragionata delle regole applicabili alla stagione dichiarativa 2026, riferita in via generale ai redditi e alle spese del periodo d’imposta 2025.

La sezione generale chiarisce la distinzione tra detrazioni, deduzioni e crediti d’imposta. Le detrazioni riducono l’imposta lorda, normalmente in misura pari al 19% della spesa sostenuta, salvo aliquote diverse previste da specifiche norme. Le deduzioni, invece, abbattono il reddito complessivo prima del calcolo dell’Irpef. I crediti d’imposta riducono l’imposta dovuta e, in alcuni casi, possono essere riportati nelle dichiarazioni successive.

Un aspetto centrale riguarda il riordino delle detrazioni per i contribuenti con redditi più elevati. L’articolo 16-ter del Tuir, introdotto dalla legge di Bilancio 2025, prevede limiti complessivi alle detrazioni per i soggetti con reddito superiore a 75mila euro, con importi parametrati anche alla composizione del nucleo familiare. Restano comunque escluse dal plafond alcune spese, tra cui quelle sanitarie.

Spese sanitarie

Le spese sanitarie sono tra gli oneri più frequenti in dichiarazione. Il riferimento principale è l’articolo 15, comma 1, lettera c), del Tuir. La detrazione ordinaria è pari al 19% sulla parte di spesa che eccede la franchigia di 129,11 euro.

Rientrano, tra le altre, le spese per prestazioni mediche, analisi, farmaci, dispositivi medici, prestazioni specialistiche e interventi chirurgici. Occorre particolare attenzione alla tracciabilità dei pagamenti: per molte prestazioni la detrazione è ammessa solo se il pagamento è avvenuto con strumenti tracciabili, salvo le eccezioni previste per medicinali, dispositivi medici e prestazioni rese da strutture pubbliche o private accreditate al Servizio sanitario nazionale.

Per le persone con disabilità, alcune spese mediche generiche e di assistenza specifica possono essere dedotte dal reddito complessivo ai sensi dell’articolo 10 del Tuir.

Interessi passivi sui mutui

La guida dedica un fascicolo agli interessi passivi sui mutui. Per il mutuo contratto per l’acquisto dell’abitazione principale, l’articolo 15, comma 1, lettera b), del Tuir riconosce una detrazione del 19% su un importo massimo di 4mila euro annui.

Il beneficio spetta al contribuente intestatario del contratto di mutuo e proprietario dell’immobile, a condizione che l’unità sia adibita ad abitazione principale nei termini previsti dalla norma. Regole specifiche riguardano i mutui per costruzione o ristrutturazione dell’abitazione principale, per i quali il limite massimo di interessi detraibili è pari a 2.582,28 euro.

Spese di istruzione

Per le spese scolastiche, l’articolo 15 del Tuir consente la detrazione del 19% entro il limite previsto per ciascun alunno o studente. Rientrano le spese sostenute per la frequenza di scuole dell’infanzia, primo ciclo e scuola secondaria di secondo grado, statali e paritarie.

Per le spese universitarie, la detrazione del 19% si applica alle tasse e ai contributi versati agli atenei statali. Per le università non statali, invece, il limite detraibile è stabilito annualmente con decreto del Ministero dell’Università e della Ricerca, in base all’area disciplinare e alla sede geografica dell’ateneo.

Vanno verificati con attenzione anche i rimborsi ricevuti, che riducono la spesa effettivamente agevolabile.

Erogazioni liberali

Il capitolo sulle erogazioni liberali raccoglie una disciplina molto articolata. A seconda del soggetto beneficiario e della finalità dell’erogazione, il contribuente può avere diritto a una detrazione del 19, 26, 30 o 35% oppure a una deduzione dal reddito complessivo.

Le regole variano per Onlus, organizzazioni di volontariato, associazioni di promozione sociale, enti del Terzo settore, istituzioni religiose, partiti politici, scuole, università, enti di ricerca e iniziative culturali. Fondamentale essenziale verificare la natura dell’ente destinatario, la causale del versamento e il rispetto dell’obbligo di pagamento tracciabile.

Premi di assicurazione

I premi assicurativi danno diritto, in determinate ipotesi, alla detrazione del 19%. Le fattispecie principali riguardano i contratti aventi per oggetto il rischio morte, invalidità permanente non inferiore al 5% o non autosufficienza nel compimento degli atti della vita quotidiana.

Per le polizze vita e infortuni il limite ordinario è pari a 530 euro. Per le assicurazioni aventi a oggetto il rischio di non autosufficienza, il limite è più elevato, pari a 1.291,14 euro, al netto dei premi aventi per oggetto il rischio morte o invalidità permanente.

Particolare attenzione merita anche la detrazione per le polizze contro eventi calamitosi relative a immobili abitativi.

Contributi previdenziali e assistenziali

I contributi previdenziali e assistenziali obbligatori sono generalmente deducibili dal reddito complessivo ai sensi dell’articolo 10 del Tuir. Rientrano in questa categoria i contributi versati alle gestioni previdenziali obbligatorie, compresi quelli volontari, da riscatto e ricongiunzione.

Per la previdenza complementare, la deduzione è ammessa entro il limite ordinario di 5.164,57 euro annui. I contributi versati per gli addetti ai servizi domestici e familiari sono deducibili entro il limite di 1.549,37 euro. Anche in questo caso, la verifica documentale deve riguardare il soggetto che sostiene la spesa, la riferibilità del contributo e l’eventuale presenza di rimborsi.

Altre detrazioni e deduzioni

Nel capitolo residuale confluiscono numerose agevolazioni ricorrenti. Tra queste rientrano le spese funebri, detraibili al 19% nel limite di 1.550 euro per ciascun decesso; le spese veterinarie, detraibili al 19% per la parte eccedente 129,11 euro e nel limite massimo previsto dalla legge; le spese per attività sportive dei ragazzi tra 5 e 18 anni, detraibili al 19% entro 210 euro per ciascun ragazzo.

Sono inoltre disciplinate le detrazioni per canoni di locazione, abbonamenti al trasporto pubblico, assegni periodici corrisposti al coniuge e altre spese personali o familiari previste dal Tuir.

Crediti d’imposta

I crediti d’imposta indicabili in dichiarazione comprendono diverse fattispecie, tra cui il credito per il riacquisto della prima casa, i crediti collegati ad alcune spese immobiliari, i crediti residui da precedenti dichiarazioni e altre agevolazioni settoriali.

A differenza della detrazione, il credito riduce direttamente l’imposta netta e può essere utilizzato secondo le modalità previste dalla singola norma istitutiva. Il controllo deve riguardare non solo il diritto originario al credito, ma anche l’eventuale utilizzo già avvenuto in compensazione o in precedenti dichiarazioni.

Recupero del patrimonio edilizio

Il bonus ristrutturazioni resta uno degli snodi principali della dichiarazione. L’agevolazione trova la sua disciplina base nell’articolo 16-bis del Tuir, con le modifiche e le proroghe intervenute nel tempo. Per le spese 2025, la misura della detrazione varia in funzione della tipologia di immobile e delle regole transitorie applicabili.

In linea generale, per l’abitazione principale la detrazione può arrivare al 50% entro il limite di 96mila euro, mentre per altri immobili si applicano percentuali ridotte secondo la disciplina vigente. La detrazione è ripartita in più quote annuali. È indispensabile verificare bonifici parlanti, titoli edilizi, dati catastali, eventuali comunicazioni all’Enea quando richieste e documentazione condominiale.

Riqualificazione energetica

L’ecobonus riguarda gli interventi finalizzati al risparmio energetico degli edifici: sostituzione di infissi, schermature solari, caldaie, pompe di calore, coibentazioni e interventi sull’involucro edilizio. Anche in questo caso, le percentuali applicabili alle spese 2025 devono essere coordinate con le novità normative più recenti.

Elemento essenziale è la comunicazione all’Enea, da trasmettere nei termini previsti. Per il professionista, la verifica non può fermarsi alla fattura e al bonifico ma serve controllare anche asseverazioni, schede tecniche, ricevute di trasmissione e coerenza dell’intervento con i requisiti tecnici richiesti.

Bonus mobili ed elettrodomestici

Il bonus mobili ed elettrodomestici consente una detrazione del 50% per l’acquisto di arredi e grandi elettrodomestici destinati a immobili oggetto di interventi di recupero edilizio. Per le spese sostenute nel 2025 il limite massimo è pari a 5mila euro.

Il beneficio spetta solo se collegato a un intervento edilizio agevolato avviato nei termini richiesti dalla norma. Gli elettrodomestici devono rispettare specifiche classi energetiche. La detrazione è ripartita in 10 quote annuali e richiede la conservazione di fatture, ricevute di pagamento e documentazione relativa all’intervento edilizio presupposto.

Superbonus

Il Superbonus chiude la raccolta e resta la disciplina più complessa, anche per effetto delle numerose modifiche normative. Per il 2025 l’aliquota ordinaria è ridotta rispetto al passato e l’accesso al beneficio dipende dalla tipologia di soggetto, dall’immobile, dalla data di avvio degli interventi e dal rispetto delle condizioni transitorie.

La guida è utile soprattutto per la gestione delle rate residue, delle opzioni pregresse, della documentazione tecnica e fiscale, delle asseverazioni e dei visti di conformità. Il controllo del Superbonus richiede una ricostruzione puntuale dell’intervento, delle spese sostenute, delle comunicazioni trasmesse e delle eventuali cessioni o sconti già esercitati.

Redazione Fiscal Focus