12 giugno 2026

Fisco, nel Drecreto Omnibus addio ai pagamenti con contanti e assegni allo sportello: cosa cambia

La bozza del decreto Omnibus prevede lo stop a contanti e assegni agli sportelli dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione: pagamenti e rimborsi solo con strumenti tracciati

Pagamenti e rimborsi presso gli sportelli dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione potrebbero diventare esclusivamente tracciati. La novità è contenuta nella bozza del decreto legislativo correttivo Omnibus e, se confermata nel testo definitivo, porterebbe a una modifica imponente nelle modalità operative utilizzate dai contribuenti presso gli uffici territoriali.

Secondo quanto previsto dall’articolo 17 della bozza, non sarebbe più possibile effettuare pagamenti e rimborsi in contanti o tramite assegni agli sportelli dell’agente della riscossione. Resterebbero quindi utilizzabili strumenti elettronici come bancomat, carte di debito e carte di credito, oltre ai canali telematici e fisici già collegati al circuito pagoPA.

Il quadro attuale: contanti entro 5mila euro e assegni fino a 20mila euro

Oggi sappiamo bene che il contribuente che si reca presso un ufficio territoriale dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione dispone di più modalità di pagamento. Oltre alle carte e agli strumenti elettronici, è ancora possibile pagare in contanti entro i limiti di legge e utilizzare assegni intestati all’ente.

Per il contante, il riferimento normativo è l’articolo 49 del decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231, in materia di antiriciclaggio. Dal 1° gennaio 2023, il divieto di trasferimento di denaro contante tra soggetti diversi opera quando il valore dell’operazione è complessivamente pari o superiore a 5mila euro. Di conseguenza, allo stato attuale, il pagamento in contanti presso gli sportelli è ammesso solo sotto questa soglia.

Per gli assegni bancari e postali, le istruzioni operative oggi applicate consentono il pagamento presso gli sportelli entro il limite di 20mila euro, purché il titolo sia intestato all’Agenzia delle Entrate-Riscossione. Sono inoltre utilizzabili assegni circolari e assegni postali vidimati.

Un’ulteriore soglia riguarda i pagamenti effettuati per conto di persone giuridiche. Quando l’importo è pari o superiore a 8mila euro, è richiesta la dichiarazione antiriciclaggio, redatta sul modello previsto. Si tratta di un adempimento distinto rispetto al limite generale all’uso del contante, ma rilevante nella gestione dei versamenti tramite assegni.

La novità

L'elemento centrale della bozza è che non si interviene semplicemente sui limiti quantitativi. La possibile riforma non abbassa la soglia del contante né modifica il limite degli assegni, ma esclude direttamente l’uso di contanti e assegni presso gli sportelli dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione.

Questo significa che, se la disposizione sarà confermata, non rileverà più il fatto che il pagamento in contanti sia inferiore a 5mila euro o che l’assegno rientri nel limite di 20mila euro. Allo sportello, quei mezzi non sarebbero più ammessi. Il contribuente dovrebbe quindi utilizzare strumenti tracciati, come carte di pagamento, oppure canali alternativi aderenti a pagoPA.

La finalità ancora una volta è andare a ridurre la gestione fisica del denaro, semplificare le attività di cassa, migliorare la tracciabilità dei flussi e contenere i rischi operativi collegati a contanti e titoli cartacei.

Il dubbio sugli assegni circolari

Uno dei profili ancora da chiarire - sempre ammesso che la modifica vada in porto - riguarda gli assegni circolari e gli assegni postali vidimati. La bozza, secondo quanto emerso, farebbe riferimento agli “assegni” in modo generale. Una formulazione di questo tipo potrebbe includere anche questi strumenti, nonostante siano normalmente considerati più sicuri rispetto agli assegni bancari ordinari.

La questione non è per nulla marginale, visto che gli assegni circolari sono spesso utilizzati proprio quando si vuole garantire la copertura del pagamento senza ricorrere al contante. Se anche questi venissero esclusi, la chiusura verso gli strumenti cartacei sarebbe sostanzialmente completa. Sul punto, tuttavia, sarà necessario attendere il testo definitivo e le eventuali indicazioni operative dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione.

Rimborsi: più peso al bonifico

La modifica non riguarderebbe soltanto i pagamenti dei contribuenti verso l’agente della riscossione, ma anche i rimborsi. Anche in questo caso, l’obiettivo sarebbe quello di evitare l’utilizzo di contanti o assegni presso gli uffici territoriali.

Il canale naturale diventerebbe quindi il bonifico, con conseguente maggiore importanza della corretta comunicazione dell’IBAN. Per i contribuenti che attendono la restituzione di somme, la presenza di coordinate bancarie aggiornate potrebbe diventare decisiva per evitare rallentamenti o difficoltà operative.

Oltretutto, la novità potrebbe incidere soprattutto sui soggetti meno abituati all’uso di strumenti bancari o digitali, e dunque anziani, contribuenti privi di carte, persone non bancarizzate o utenti che continuano a preferire il rapporto diretto con lo sportello.

I canali alternativi restano disponibili

Lo stop a contanti e assegni non eliminerebbe la possibilità di saldare cartelle, avvisi, rateazioni o somme dovute nell’ambito di definizioni agevolate. Resterebbero utilizzabili il servizio Paga online dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione, l’app Equiclick, i canali telematici di banche e Poste Italiane e gli altri prestatori di servizi di pagamento aderenti al nodo pagoPA. Inoltre, il contribuente potrebbe continuare a rivolgersi a banche, uffici postali, tabaccai e altri punti fisici abilitati.

La differenza sarebbe quindi solo nelle modalità ammesse allo sportello dell’agente della riscossione, e non invece nella possibilità generale di effettuare il pagamento.

Diciamo che questa misura ha natura essenzialmente organizzativa, ma i suoi effetti potrebbero essere significativi, dal momento che il passaggio a sportelli senza contanti e senza assegni rafforzerebbe la tracciabilità e renderebbe più omogenee le procedure di incasso e rimborso.

Miriam Carraretto - Fiscalfocus