Cruciale il ruolo dei commercialisti per affiancare le imprese nella produzione di un adeguato set informativo
Il CNDCEC e la FNC hanno pubblicato ieri il documento “L’informativa economico-finanziaria e la bancabilità delle PMI: indicazioni EBA-GL Lom e spunti operativi”, dove si evidenzia la necessità per le imprese di fornire un’adeguata informativa economico-finanziaria, storica e prospettica, anche a seguito della nuova forma di rapporto banca-impresa prospettata dalle recenti Linee Guida EBA-GL Lom (attinenti alla concessione e al monitoraggio dei prestiti) e delle prescrizioni contenute del Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza.
In tale contesto è opportuno che le realtà imprenditoriali si dotino di strumenti adeguati alla propria natura e dimensione che permettano una visione c.d forward-looking, impostata sul monitoraggio costante delle dinamiche aziendali attraverso l’elaborazione di bilanci infrannuali, budget e business plan, con un set informativo più ampio da veicolare agli interlocutori del sistema finanziario.
L’obiettivo è quello di rafforzare il rapporto banca-impresa, “migliorando l’accesso al credito e il costo della provvista finanziaria grazie ad una riduzione delle asimmetrie informative che spesso minano il rapporto tra l’azienda e i suoi stakeholder”.
La crescita sia quantitativa che qualitativa di tali informazioni può essere favorita dal supporto dei commercialisti, che possono “agevolare il necessario cambiamento culturale per affrontare le odierne sfide in modo più consapevole e con un’adeguata preparazione, soprattutto in ambito finanziario”.
Operativamente, nel documento viene innanzitutto evidenziato come sia opportuno riclassificare i bilanci storici (relativi ad almeno gli ultimi 3 esercizi) e predisporre documenti contabili infrannuali e prospettici, da commisurare alla natura e alle dimensioni dell’impresa, ponendo l’attenzione su una stima realistica e sostenibile del reddito e del flusso di cassa (strettamente collegata alla capacità restitutiva dell’impresa), prevedendo analisi sia per indici che per flussi.
Gli indicatori da monitorare con attenzione sono i seguenti:
- variazione del fatturato;
- EBIT;
- EBITDA;
- capitale circolante netto (CCN);
- PFN/EBITDA;
- DSCR (Debt Service Coverage Ratio), che in ambito bancario viene considerato adeguato con valori pari o superiori a 1,1;
- leva finanziaria;
- interest coverage ratio (che assume particolare rilievo nell’attuale contesto di aumento dei tassi di interesse).
Inoltre, gli istituti di credito, al fine di rilevare una possibile perdita di equilibrio economico-finanziario, solitamente verificano l’esistenza di:
- debiti scaduti nei confronti dei dipendenti e/o tributari e previdenziali;
- una significativa diminuzione di cash flow futuri;
- un rapporto PFN/EBITDA superiore a 6;
- ultimi due bilanci in perdita;
- riduzione del fatturato superiore al 30% rispetto all’esercizio precedente;
- riduzione del patrimonio netto superiore al 50% rispetto all’esercizio precedente.
Viene, poi, sottolineata l’importanza di approfondire la conoscenza, da parte sia delle imprese che dei suoi consulenti, del contenuto del documento dell’EBA, al fine di poter elaborare un’informativa che permetta di accrescere il livello della comunicazione finanziaria per l’accesso al credito e il successivo monitoraggio del rischio di controparte.
Nelle proprie Linee guida l’EBA richiama la rilevanza del contributo dei professionisti in riferimento a situazioni in cui si riscontrano difficoltà per l’impresa nel corretto adempimento degli impegni contrattualmente assunti.
In tali circostanze, infatti, “gli enti e i creditori dovrebbero richiedere all’impresa una documentazione affidabile che contenga proiezioni realistiche sulla sua capacità di restare solvibile. In questo caso, si possono utilizzare sia informazioni reperite presso terzi, quali consulenti fiscali, revisori dei conti e altri esperti, sia informazioni fornite dai mutuatari”.
Stefano De Rosa - Eutekne