World Economic Forum. La presidente della Bce mette in guardia sulle scommesse dei mercati Macron: «Osare anche con gli eurobond» per rilanciare investimenti e crescita europea
Alla Bce dal 2019. La presidente della Banca centrale europea Christine Lagarde
Il taglio dei tassi dell’Eurozona arriverà «probabilmente» in estate: lo ha detto ieri a Davos la presidente della Banca centrale europea, Christine Lagarde, durante il World Economic Forum. E per rilanciare la crescita, il presidente francese, Emmanuel Macron, è tornato a proporre «gli eurobond», almeno su «alcune grandi priorità».
Bce: avviso ai mercati
Le aspettative dei mercati per un intervento già ad aprile vengono rintuzzate una volta di più dalla Bce. Il giorno prima dell’inizio del cosiddetto periodo di “silenzio”, che precede le riunioni di politica monetaria (la prossima è in programma il 25 gennaio), la presidente Lagarde ha detto di ritenere «probabile» che una maggioranza a favore del taglio dei tassi si formerà nel board dell’istituto in estate. Lagarde ha comunque ricordato che le decisioni della Bce dipendono dai dati «e c’è ancora incertezza». In particolare, Francoforte aspetterà di vedere i dati sulle pressioni salariali, che arriveranno entro la «tarda primavera», ha sottolineato.
Lagarde ha quindi avvisato che le scommesse dei mercati su tagli aggressivi dei tassi sono un problema: «Non aiuta la nostra lotta contro l’inflazione, se le anticipazioni sono tali da far pensare che siano troppo alte rispetto a ciò che probabilmente accadrà».
La presidente della Bce si è detta sempre più fiduciosa che l’inflazione dell’Eurozona possa scendere in modo sostenibile verso l’obiettivo del 2%. «A meno che non si verifichi un altro grande shock, abbiamo raggiunto il picco dei tassi», ha dichiarato. «Ma dobbiamo rimanere restrittivi per tutto il tempo necessario», per garantire che l’inflazione continui a rallentare. «Il rischio sarebbe quello di andare troppo di fretta e di dover tornare indietro, con altri rialzi», ha ribadito la presidente della Bce.
La posizione espressa da Lagarde ha trovato eco nelle dichiarazioni del governatore della Banca centrale olandese Klaas Knot, anche lui a Davos. I mercati «si stanno sbilanciando troppo. Alla fine ciò potrebbe diventare controproducente». Knot si è anche detto ottimista sul ritorno dell’inflazione al 2% nel 2025: «È una prospettiva credibile», ma molto deve ancora andare bene perché ciò accada. «Alla base di tale proiezione - ha aggiunto - c’è un percorso presunto dei tassi di interesse che contiene un allentamento significativamente inferiore a quello attualmente incorporato nei prezzi di mercato. Quindi questa aspettativa rischia di diventare autolesionistica».
Knot ha poi sottolineato che l’inflazione elevata «è uno dei maggiori fattori di iniquità, è molto dannosa, soprattutto per le persone a basso reddito, che hanno poche scelte nel loro modello di consumo e devono semplicemente accettare i prezzi così come vengono».
Vietato tagliare troppo presto
Lagarde e Knot hanno insomma ribadito il mantra della Bce, recitato pochi giorni fa anche dal presidente della Bundesbank, Joachim Nagel: «L’inflazione che scende è una buona notizia di per sé, ma dobbiamo evitare l’errore di tagliare troppo presto». E ribadito da Robert Holzmann, governatore della Banca centrale austriaca, che ha messo in guardia dalle «minacce geopolitiche» e dalle ripercussioni della crisi nel Mar Rosso sulla dinamica dei prezzi.
Macron: osare sugli eurobond
Dalla lotta all’inflazione alle strategie per la crescita, il francese Macron, nel suo intervento al Wef, ha chiesto all’Unione europea «maggiori investimenti», magari «osando di nuovo con gli eurobond» e con nuove forme di «debito comune», su alcune «grandi priorità, come la transizione energetica o la difesa». Citando i risultati del piano di rilancio NextGenerationEU, Macron ha detto che «occorre fare molto di più», anche per rafforzare l’«Europa sociale».
Gianluca Di Donfrancesco - IL Sole 24 Ore