25 settembre 2026

L’organizzazione dà valore all'impresa

Le aziende dotate di adeguati assetti organizzativi riducono il rischio di crisi e di contenziosi fiscali

Nel corso del Forum “Valore dell’Impresa”, promosso dal Cndcec a Porto Rotondo l’11 e 12 settembre, è emerso con chiarezza un tema destinato a essere centrale nel dibattito economico dei prossimi anni: il valore di un’azienda dipende non soltanto dai risultati economici, ma sempre più anche dalla qualità dei suoi assetti organizzativi.

Il punto di partenza è normativo: l’articolo 2086 del Codice civile al comma 2 impone alle società di dotarsi di assetti organizzativi, amministrativi e contabili adeguati alla natura e alle dimensioni dell’impresa. Si tratta di una disposizione che ha cambiato il paradigma della governance aziendale, trasformando l’organizzazione da semplice fattore gestionale a vero e proprio presidio del valore d’impresa. Attorno a questo nucleo centrale si è progressivamente sviluppato un sistema di regole che può essere rappresentato come una serie di “cerchi concentrici”. Il primo è costituito dal Codice della crisi d’impresa, che attribuisce agli assetti il compito di intercettare tempestivamente gli squilibri e preservare la continuità aziendale. Ma è nei “cerchi successivi” che emerge con maggiore forza la moderna funzione dell’organizzazione. Il Dlgs 231/2001 richiede modelli organizzativi idonei a prevenire la commissione di reati e a tutelare l’ente da rilevanti responsabilità penali. La disciplina della cooperative compliance e il Tax control framework, sempre più centrali nel rapporto con l’amministrazione finanziaria, richiedono sistemi strutturati di identificazione, controllo e gestione del rischio fiscale. La logica è la medesima: prevenire i rischi attraverso processi, procedure e controlli.

L’elemento più interessante è che il legislatore sta anticipando ciò che presto sarà il mercato a richiedere con crescente incisività. Banche, investitori, fondi, assicurazioni e partner industriali guarderanno sempre meno alla sola performance economica e sempre più alla qualità complessiva della governance e dei sistemi di controllo. Perché un’impresa ben organizzata è un’impresa più affidabile, più prevedibile e meno esposta a eventi in grado di distruggere valore.

È qui che si comprende il vero legame tra assetti organizzativi e valore d’impresa. Le aziende dotate di sistemi organizzativi evoluti valgono di più perché riducono il rischio di crisi non governate e di contenziosi fiscali, sono meno esposte a responsabilità penali e alle conseguenti ricadute reputazionali. Il mercato tenderà sempre più a riconoscere un valore non solo a ciò che accade, ma anche a ciò che non accadrà. Gli adeguati assetti rappresentano, in definitiva, un meccanismo capace di “scontare” il rischio futuro e, conseguentemente, di incrementare il valore aziendale. Per questa ragione essi non possono più essere considerati un mero costo di compliance, ma un vero e proprio investimento di carattere strategico.

Si tratta di una sfida anche per i professionisti. Accompagnare le imprese in questo scenario richiede competenze nuove e diversificate: non più solo il presidio degli adempimenti, ma la capacità di disegnare assetti organizzativi adeguati, leggere e governare il rischio, dialogare con l’amministrazione finanziaria in una logica collaborativa. Il commercialista è chiamato a evolversi da custode della conformità a consulente strategico dell’impresa, capace di guidarla verso uno sviluppo realmente sostenibile.

 

Il Sole 24 Ore - Elbano de Nuccio e Pasquale Formica