30 maggio 2025

Modello 730 2025 e detrazioni per lavori edilizi, guida pratica per ristrutturazione e ampliamento

Quando si effettuano lavori di ristrutturazione con ampliamento, la detrazione nel modello 730 richiede attenzione: ecco quando e come è possibile beneficiare del bonus fiscale

Nell’ambito dei lavori di ristrutturazione edilizia che comportano anche una maggiore volumetria e dunque un ampliamento, possono sorgere dei dubbi su come eseguire correttamente la detrazione fiscale prevista dall’art. 16 bis del TUIR in sede di compilazione del modello 730.

Ci si si domanda in sostanza se sono detraibili le spese dell’intervento complessivo o è necessario tenere distinte le spese tipicamente di ristrutturazione e quelle di ampliamento. Un chiarimento sostanziale ci viene dalla Risoluzione n. 4/E del 2011, in base alla quale è necessario distinguere i lavori che vengono eseguiti sull’immobile esistente da quelli che portano a realizzare un ampliamento dell’esistente.

Questo perché si ritiene che i lavori di ampliamento sono considerati come realizzazione di nuova costruzione e dunque esclusi dal beneficio fiscale per le ristrutturazioni. In base alla circolare n. 121/E del 11 maggio 1998 tuttavia, son necessarie alcune precisazioni tendenti a rendere meno rigorosa la distinzione tra lavori di ristrutturazione e di ampliamento. Per esempio, sono detraibili le spese di ricostruzione fedele di un edificio che in precedenza è stato demolito, se nel titolo che autorizza i lavori è specificatamente indicato che trattasi di lavori di ristrutturazione e non di nuova costruzione.

Ma sono detraibili anche le spese di ampliamento quando queste non sono finalizzate a creare un’unità immobiliare utilizzabile autonomamente. Un esempio sono i lavori eseguiti per rendere abitabile un sottotetto già esistente.

Anche l’ampliamento teso a realizzare esclusivamente un locale pertinenziale all’immobile esistente da ristrutturare può godere della detrazione fiscale, come per esempio la realizzazione di un nuovo locale che non abbia uso abitativo come un box auto. In conclusione, in tutti quei casi in cui l’ampliamento comporta la realizzazione di nuova volumetria rispetto all’esistente ampliando lo spazio abitabile, la detrazione compete solo per i lavori di ristrutturazione e non per quello riguardanti l’ampliamento e il contribuente ha l’obbligo di tenere distinte le due tipologie di spese. Infatti come ribadito dalla circolare 17/E del 2023 il contribuente ha l’onere di mantenere distinte, in termini di fatturazione, le due tipologie di intervento (ristrutturazione e ampliamento) o, in alternativa, essere in possesso di un’apposita attestazione che indichi gli importi riferibili a ciascuna tipologia di intervento, rilasciata dall’impresa di costruzione o ristrutturazione ovvero dal direttore dei lavori sotto la propria responsabilità, utilizzando criteri oggettivi. Valga di seguito il seguente esempio.

Ad esempio, un contribuente nel 2024 ha effettuato presso il proprio immobile di residenza dei lavori di ristrutturazione con ampliamento (realizzazione di un box auto pertinenziale) per un totale di € 60.000 così ripartiti sulla base dell’attestazione rilasciata dal direttore dei lavori: € 40.000 per lavori di ristrutturazione sull’immobile esistente, € 20.000 per lavori di ampliamento (box auto pertinenziale).

I lavori edili che danno diritto alla detrazione fiscale sono quelli realizzati sull’immobile esistente e non quelli di ampliamento, dunque nell’esempio la detrazione ex art. 16 bis del TUIR dovrebbe calcolarsi solo su € 40.000. Ma considerato che l’ampliamento ha riguardato esclusivamente il box auto che costituisce un nuovo locale pertinenziale non abitabile, ecco che allora la detrazione fiscale del 50% in 10 anni può essere calcolata anche sul valore della pertinenza di € 20.000.

Dunque riepilogando per il periodo di imposta 2024 avremo:

-          Totale spese lavori detraibili: € 60.000,00

-          Detrazione 50% su € 60.000,00: € 30.000,00

-          In 10 rate annuali: € 3.000,00/anno

 G    Guido Sparacia - Fiscalfocus