Allo stesso tempo investe e lavora sulla repressione attraverso l’utilizzo delle banche dati, facendo leva sulle attività finanziarie detenute sui conti italiani e all’estero. Grazie anche alla sinergia con l’agenzia delle Entrate nell’unità integrata permanente di analisi di rischio (Uipar) alert sui possibili fenomeni di distrazione patrimoniali da parte dei contribuenti con debiti erariali superiori a 50mila euro in modo da ricostruire i passaggi di ricchezza e rendere possibile il recupero delle imposte dovute. Sono le indicazioni emerse dall’audizione di Luigi Vinciguerra, capo del III reparto operazioni del comando generale della Guardia di Finanza, durante l’audizione presso la commissione Finanze del Senato.
L’audizione era incentrata sia sul magazzino sia sulla proposta di legge della Lega per la rottamazione quinquies con pagamento fino a 120 rate mensili. A quest’ultimo proposito, Vinciguerra ha ricordato come un «ulteriore incentivo all’adesione» potrebbe essere rappresentato dalle novità introdotte dal decreto delegato sulle sanzioni (Dlgs 87/2024), in base al quale «la presenza di procedure di rateizzazione in corso di esecuzione prima della chiusura del dibattimento di primo grado comporta la sospensione del processo penale per un massimo di un anno e sei mesi, sempre che sia regolarmente proseguito il pagamento delle rate». Così, «il trasgressore potrà beneficiare della non punibilità per i reati di omesso versamento se effettua il pagamento integrale delle somme dovute durante il periodo di sospensione o comunque fintanto che sta regolarmente proseguendo il versamento rateale».
Tornando al tema del magazzino, Vinciguerra ha tracciato i due pilastri dell’azione della Guardia di Finanza, ossia la prevenzione e la repressione. Sul primo fronte, l’obiettivo è evitare che si creino «debiti tributari destinati a rimanere non soddisfatti». Nel mirino ci sono le «apri e chiudi» (lo scorso anno la GdF ha proposto la chiusura di 3.800 posizioni alle Entrate), perché grazie alla tempestiva chiusura d’ufficio delle partite Iva “fasulle”, tra l’altro, si impedisce la compensazione di debiti tributari reali con crediti fiscali fittizi e si può bloccare rapidamente l’accumulo di debiti tributari causati da gravi inadempimenti, evitando così di alimentare ancora di più il volume del non riscosso. Altro capitolo su cui lavora la prevenzione sono le frodi sui crediti d’imposta, come dimostrano i tanti casi saliti alla ribalta della cronaca con gli illeciti commessi sui bonus edilizi. L’obiettivo è impedire l’utilizzo di crediti d’imposta fittizi, anche per questo il “filo diretto” con le Entrate punta a segnalare gli elementi di rischio e a inibire le compensazioni.
Di grande rilievo è anche il versante della repressione. Con l’Uipar si lavora a un’attività specifica per «contrastare i fenomeni di sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte». Qui la leva strategica è rappresentata da chi ha posizioni debitorie e allo stesso tempo, dall’incrocio sulle banche dati, risulta titolare di elevate disponibilità finanziarie in Italia e all’estero. Uno degli inviti ai senatori arrivati da Vinciguerra è di «prevedere una sempre più tempestiva alimentazione dell’archivio dei rapporti finanziari», valutando di «prevedere, anche con riferimento alla sezione contabile, che le comunicazioni avvengano con una periodicità mensile».
Mentre raccogliendo le sollecitazioni arrivate dai senatori Vinciguerra ha aperto a rafforzare i presidi contro le fughe dalla riscossione per i contribuenti recidivi, ossia che hanno più posizioni debitorie, considerando che sono circa il 77% ad avere iscrizioni a ruolo nei tre anni precedenti.
Marco Mobili Giovanni Parente - Il Sole 24 Ore